Potatura

Potare

Considerando la quantità di pagine dedicate alla potatura delle rose nei libri pubblicati negli ultimi cento anni, verrebbe da pensare che l’argomento è di quelli davvero molto “spinosi”.

C’è del vero.

Raramente una vita intera è sufficiente per poter affermare con sicurezza di saperlo fare. Però, se conosciamo le idiosincrasie di ogni rosa, il nostro terreno, il clima in cui viviamo e alcune regole da cui non si può prescindere, riusciremo a prendere in mano le forbici da giardino senza troppi timori.

La potatura in generale consiste nel rimuovere o accorciare il legno che ha già fiorito, questo per consentire alla pianta di usare tutte le sue energie per produrre nuovo legno e nuove fioriture per la stagione successiva.

Il primo quesito che si pone è: “Quando è il tempo di potare”?

Non c’è una sola risposta che vale per tutto. Nel clima rigido meglio attendere la fine delle gelate, in quello temperato si può procedere anche in autunno.

Ma se ci sono stati gravi attacchi di malattie sarà preferibile potare presto e severamente in modo che il gelo possa uccidere larve e spore.

Due parole per le cesoie sono fondamentali:

riservarle soltanto per le rose evitando l’uso per altri scopi e soprattutto che siano sempre ben pulite , oleate e disinfettate (ipocloruro di sodio al 10%).

I tagli dovranno essere netti e precisi, eseguiti nella parte inversa della gemma rivolta all’esterno del ramo. È importante che siano praticati il più vicino possibile, in modo obliquo, per impedire alla pioggia di penetrare e creare marciume.

Le rose di nuovo impianto andranno potate severamente per consentire alle radici di potersi rafforzare.

Sulle rose NON rifiorenti si può intervenire immediatamente dopo la fioritura. Nel caso fosse necessario praticare interventi più severi sarà bene effettuarli durante il periodo di dormienza.

Le RIFIORENTI (bourbon, ibridi rifiorenti, moschate) andranno potate durante il loro periodo di riposo accorciando della metà i rami principali.

Lo stesso periodo vale per gli ibridi perenni, le floribunda e polyantha ma, in questo caso, i tagli potranno essere più drastici.

Le rose botaniche andranno potate al momento della messa a dimora, poi, nel tempo, si proseguirà con dei semplici interventi di pulizia, avendo cura di non recidere i fiori se vogliamo godere dello spettacolo che offrono le bacche!

POTARE RAMPICANTI E SARMENTOSE

Molto dipende dall’uso che se ne fa in giardino. Gli esemplari che crescono liberi di potersi espandere a loro piacere, o quelle che formano siepi, si può intervenire dopo i primi due anni dall’impianto, ma potranno anche essere ignorate e ripulite soltanto ogni quattro o cinque anni.
Nel caso siano destinate a crescere addossate ai muri o archi o sostegni formali, le potature dovranno essere puntuali e ordinate secondo questo principio: accorciare quasi a livello del ramo i rametti più sottili, quelli più robusti a una o due gemme, mentre i rami laterali più grandi potranno essere considerati come principali e dunque assicurati alla struttura che sostiene la pianta.

Da ricordare che i rami che hanno prodotto fiori nella stagione ne produrranno ancora negli anni a venire , NON andranno dunque eliminati per nessuna ragione. Accorciare soltanto i rametti laterali.

N.B. le Banksiane non richiedono quasi potatura, la R. laevigata e le sue varietà ne richiedono una molto parca,
la R. bracteata e i suoi ibridi sono arbusti rifiorenti che richiedono soltanto un po’ di pulizia a fine inverno.

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