Coltivazione e cure

Luogo e preparazione del terreno

Tutte le rose amano una posizione soleggiata, non è consigliabile piantare rosai troppo vicino ad alberi, per non avere competizioni con le radici.
La distanza tra i rosai deve essere almeno un metro, dipende dalla varietà.
Regola fondamentale è di non piantare un rosaio dove altri rosai abbiano vissuto per anni, in quanto le vecchie piante hanno lasciato nel terreno organismi dannosi per le giovani piante, le quali avrebbero una crescita stentata. Quindi, nel caso foste costretti a sostituire un vecchio rosaio per uno nuovo, si dovrà procedere a sostituire la terra per una profondità di 30-40 cm. e per una ampiezza di 40-50 cm. con nuova terra. Incorporare poi nel terreno una buona quantità di concime organico. Le rose non amano rimanere con le radici nell’acqua per cui bisogna assicurare un buon drenaggio

Come piantare

Il periodo per mettere a dimora i rosai a radici nuda è da novembre a marzo.
Per i rosai in vaso, qualsiasi momento dell’anno va bene purchè il terreno sia lavorabile.
I rosai a radice nuda,prima della piantagione, vanno immersi in un miscuglio di acqua e terrra (inzaffardatura) 10 litri una palata di terra con letame.
Piantare sempre con radici bagnate.
Il punto d’innesto, dovrà trovarsi all’altezza del terreno o appena più in basso.
Per una piantagione corretta, bisogna che le radici siano a contatto con la terra e non vi siano sacche d’aria,quindi man mano che si riempie la buca,comprimere bene con i piedi ed infine annaffiare abbondantemente ( 4-5 litri per pianta).
Non piantare quando la terra è gelata o troppo bagnata.

Come proteggere le rose

Ci sono ben pochi terreni su cui le rose non possono essere coltivate. Scartando i suoli particolarmente acidi, quelli argillosi e sempre zuppi d’acqua e i gessi più affamati, le rose crescono ovunque.
I risultati migliori si avranno dove il terreno ha un PH vicino al neutro, quando si è in grado di garantire irrigazioni sufficienti  e  un buon drenaggio.
C’è poi la nota del “pieno sole” che, visti i cambiamenti climatici degli ultimi anni, deve essere rivista e corretta in “sole parziale”. Mezza giornata è più che sufficiente per vederle fiorire e rifiorire abbondantemente.
Il primo imperativo è vangare profondamente, all’inizio, un’area sufficiente dove scaveremo poi la buca che accoglierà il nuovo impianto.
Mai inferiore a 40x40x40! (altezza,larghezza e profondità) spargere qualche manciata di buon concime, pellettato (reperibile in qualsiasi consorzio) o meglio ancora, dello stallatico bovino che dovrà essere ben maturo (nessun  odore!)in caso contrario la sovrabbondanza di azoto incoraggerà un’eccessiva  produzione di linfa responsabile di molte malattie fungine.
Procedere aggiungendo una palata di terra prima di  posizionare la pianta che dovrà essere ricoprendola di terriccio fin sopra il colletto (punto d’innesto).
Questo garantirà nel tempo, alla nuova arrivata, un’ottima protezione dal gelo e dal caldo.
Concludere l’operazione calpestando il terreno per evitare che si formino sacche d’aria dannose alle radici. Irrigare abbondantemente.
Per la scelta del periodo d’impianto è senza dubbio da preferire la stagione autunnale “chi pianta in autunno guadagna un anno”, sconsigliati i periodi di gelo e di gran caldo.
Alle soglie dell’inverno è buona regola circondarle con una pacciamatura alla base che potrà essere di  foglie secche o di trucioli o materiale di sfalcio  ma  lo stallatico maturo resta, fra tutti, l’elemento da preferire.  Neve e pioggia veicoleranno i nutritivi ottimi per l’apparato radicale.
In primavera, dopo aver rimosso il terreno,  usare un fertilizzante ben equilibrato che favorirà abbondanti fioriture.
Innaffiare può apparire una pratica di poco conto e facile da eseguire. Non è così.
Bisogna provvedere a tempo e a modo per avere una vegetazione turgida e sana , senza una buona irrigazione i concimi restano inattivi e le piante vengono più facilmente attaccate da patogeni. L’orario migliore è al mattino presto o prima del tramonto in modo che, se le foglie si dovessero bagnare, hanno modo di potersi asciugare prima che sopraggiunga la sera favorendo quei ristagni causa di malanni.
Si dovrà procedere a intervalli regolari senza aspettare che il terreno sia completamente asciutto, assicurandosi che l’acqua abbia raggiunto le radici profonde. Disporre il tubo di gomma ai piedi della pianta e attendere che questa rigurgiti dal terreno.
Eseguite queste regole di base, si deve avere la consapevolezza che le rose, come qualsiasi altra pianta, animale o essere umano che si voglia, hanno bisogno di cure e di attenzioni. Basterà comunque  ammirarle, operazione altre tutto piacevole, tenendo a bada l’ansia che spinge molti  giardinieri a praticare cure in eccesso più dannose che utili.

Meglio prevenire che curare

Il motto di saggezza, più che mai valido in fatto di giardinaggio e dunque di rose, suggerisce di intervenire già a fine inverno, prima che le gemme iniziano a gonfiarsi.
Lasciando da parte i trattamenti chimici che hanno effetti altamente inquinanti per l’ambiente, una buona irrorazione di poltiglia bordolese a base di zolfo, rame e calce sarà sufficiente a tenere lontano MACCHIA NERA-OIDIO E RUGGINE.
Se nonostante queste precauzioni dovesse apparire una leggera muffa bianca (oidio) uno o due trattamenti a base di zolfo bagnabile potranno bastare.
Nello stesso  periodo l’uso generoso di olio bianco, concesso anche in agricoltura biologica, terrà lontane AFIDI-CETONIE E MAGGIOLINI.

Distanza tra le piante

Nelle bordure o nelle aiuole le distanze si calcolano considerando la metà dell’altezza della pianta.Esempio: rosai di circa un metro, la distanza tra l’uno e l’altro sarà di 50cm.
Per rosai ad arbusto, la distanza sarà due terzi,mentre per i rampicanti a spalliera la distanza sarà di circa tre metri.

Potatura

La potatura è forse l’operazione più delicata ed importante per le rose. I rosai,tendono ad accumulare nel tempo,molto legno vecchio e improduttivo che in parte va eliminato per stimolare una nuova fioritura.
Con la potatura si cerca di mantenere la pianta giovane e di farle produrre più fiori possibile.
E’ necessario che le forbici siano affilate e disinfettate.
In linea di massima il tipo di potatura dipende dalla situazione climatica in cui le rose vivono.
Per le zone ad inverno mite è consigliabile potare nel mese di novembre o inizio dicembre,perchè le piante siano avantaggiate nella ricacciata primaverile.Nelle zone ad inverno freddo è preferibile potare nel mese di febbraio,poco prima della ripresa vegetativa.
Queste sono le tecniche per le varie specie di rose:
Rifiorenti e moderne: Sono rose molto vigorose,necessitano di un taglio di rinnovo invernale (genn-febb) e di uno in primavera,dopo lla fioritura.
Non rifiorenti: La maggior parte delle r. botaniche come r. glauca,r.richardi,eglanteria rubrifolia…ecc e le più vecchie orticole (Gallica,Damascena,Alba,Centifolia….)sia arbustive sia rampicanti, fioriscono una volta sola e abbondantemente tra maggio e giugno.I fiori sono portati da rami dell’anno precedente,perciò la potatura invernale non deve essere drastica.Non vanno toccate le varietà che producono bacche decorative.
Tè e Cinesi: le antiche varietà di rose tè e tutte le cinesi,sono in genere arbusti di medie dimensioni.
La provenienza da zone calde le rende,nel nostro clima,insofferenti a tagli eccessivi,che le indeboliscono,quindi dopo una potatura invernale,è sufficiente una leggera pulizia estiva.
Rampicanti e rambler: queste rose, sia antiche sia moderne,producono ogni anno numerose ramificazioni lunghe e vigorose dalla base della pianta,quindi bisogna legare questi nuovi getti epiegarli ad arco in modo da eliminare la dominanza apicale e favorire la produzione di nuove ramificazioni nella parte inferiore della pianta.

Vasi e contenitori

La maggior parte delle rose vive bene anche in vaso, anche se la maggior parte di esse avrà una crescita minore rispetto a quelle in terra.Le dimensioni dei contenitori,non dovrebbero essere inferiori ai 40 cm di diametro e altrettanto di profondità.
Assicurare un buon drenaggio,posizionando sul fondo del contenitore argilla.
Il tipo di terriccio dovrà essere formato da terra da giardino e concime organico.La concimazione serve a reintegrare il terreno dalle sostanze nutritive dilavate attraverso l’irrigazione,sono necessarie quindi,regolari concimazioni.
Ogni due o tre anni cambiare il vaso sosituendo il terriccio,potare con regolarità.

Le rose nel giardino

COME COLLOCARE LE ROSE NEL GIARDINO
AIUOLE: rose cinesi e tè sono molto adatte,insieme agli ibridi rifiorenti.
MURI: i muri sono l’ideale per le rose rampicanti distanziate da essi di 10cm per favorire la circolazione d’aria per evitare malattie fungine.
ARCHI:lo scopo di un arco è indicare il passaggio da una parte all’altra del giardino.E’ preferibile accostare due archi alla distanza di 80cm e collegarli con traverse orizzontali,mentre la larghezza dell’arco dovrebbe essere almeno di 3 metri.I rosai più adatti, sono quelli con una densa vegetazione abbastanza morbida, che possa ricadere.
PERGOLE: anche per le pergole,vale il discorso degli archi.
PALI O TRIPODI:Per rendere la verticalità in un giardino piatto,in mancanza di alberi, si può ricorrere a pali(preferibilmente in castagno) o a tripodi in ferro.I pali dovranno avere un diametro di almeno 14cm e una altezza di 250cm fuori terra.Piantate ai piedi di questi supporti ( un rosaio per palo)vi si arrampicheranno,per poi ricadere formando una cascata.Sempre adatti a questo scopo rose morbide dai rami flessuosi anche botaniche.
CATENARIE: un altro modo spettacolare per la disposizione delle rose è quello della catenaria.I pali debbono essere disposti ad una distanza di circa tre metri e collegati per mezzo di una doppia catena in modo che la parte più alta si trovi alla sommità dei pali e l’altra circa 80cm più in basso.La lunghezza della catenaria non ha limiti.Un rosaio molto adatto è THE GARLAND e tutte le rambler.

Esemplari isolati

Un punto d’attrazione al centro di un prato rosai adatti: BLUSH NOISETTE,MUTABILIS,SANGUNEA E MOLTE BOTANICHE che con le loro bacche saranno un punto focale anche in autunno-inverno.
Anche le rose in vaso sono impiegate come esemplari isolati,all’inzio di una bordura,ma sopratutto i vasi non vanno mai collocati distanti dall’abitazione.

Malattie delle rose

Prima di parlare delle malattie delle rose bisogna spendere due parole sulla coltivazione e quindi la cura.La coltivazione BIODINAMICA totalmente ecosostenibile,in quanto non vengono usati pesticidi di sintesi,concimi chimici,fito-farmaci o trattamenti invasivi per la terra e le piante.Le coltivazioni BIOLOGICHE E BIODINAMICHE rispettano al massimo l’ecosistema del PIANETA TERRA seguendo i tempi balsamici e le fasi lunari per la raccolta e la semina delle piante,mantenendo così l’armonia tra UOMO-PIANTA-PIANETA.Quindi di seguito troverete rimedi contro le più note malattie delle rose assolutamente innoqui per l’uomo,gli animali e la natura.
CETONIE E POTOSIE: gli esemplari adulti di questi coleotteri,si cibano delle antere dei fiori(sono attratti soprattutto dalle rose chiare) e possono rovinare la corolla; un vecchio rimedio è quello della tintura madre:
prelevare dalle rose questi coleotteri,metterli in un barattolo con alcool puro,quando il barattolo è pieno lasciarlo esposto al sole e alla luna per 15gg,la primavera successiva diluire la soluzione al 10% con acqua e spruzzarlo su tutte le rose chiare.
BRUCHI DI LEPIDOTTERI: alcuni bruchi si nutrono delle foglie delle rose,rovinandone la bellezza,trattare con un prodotto naturale a base di macerato di foglie di pomodoro.(60 gr di foglie di pomodoro fresco tritati in l.1,50 di acqua lasiare macerare 3gg.)utilizzare senza dluire.
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AFIDI: vivono sulle parti tenere delle piante (boccioli e giovani foglie)succhiano la linfa,nei casi più gravi fanno deperire le rose,somministrare macerarto d’ortica insieme a equiseto.queste due piante risultano utili anche malattie fungine.Vanno somministrati dalla primavera all’estate.

 

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OIDIO O MAL BIANCO: causato da un fungo microscopico,questa malattia si sviluppa quando la temperatura supera i 20° e il tasso di umidità molto elevato.Si presenta come una muffa bianco-grigiastra feltrosa e polverosa che ricopre foglie,steli,boccioli e li fa seccare.Somministrare prodotti a base di ZOLFO.

 

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TICCHIOLATURA: Si manifesta con macchie tonde di colore marrone-nero,ingiallimento e quindi caduta delle foglie,fare prevenzione in novembre,poi in stagione ogni 15-20gg con prodotti a base di VERDE RAME.

 

METCALFA PRUINOSA: si nutre della linfa delle piante;è una farfallina grigia che secerne una cera bianca e una melata.E’ importante eliminare la melata attraverso lavaggi con acqua fredda,questo serve ad eliminare le forme giovanili dell’insetto.Per interventi più efficaci, si consiglia di aggiungere all’acqua SALI DI POTASSIO 400grx 100 litri di acqua.COCCINIGLIA,TENTREDINI,OIDIO: Utile in macerato o in decotto il TANACETO (in 10 litri d’acqua 30 gr, di foglie secche)si può usare NON diluito in inverno come prevenzione o in ESTATE diluito 1:2 dopo la fioritura.

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LUMACHE,PIDOCCHI,COCCINIGLIA,RUGGINE: in macerati o decotti LA FELCE si spruzza direttamente sulle piante.per le lumache si spruzza sul terreno.(10 litri d’acqua 1kg.di pianta fresca o 100gr di secco.macerare per 3 gg).

 

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